Il Castello di Legnano ha ospitato per la prima volta gli Stati Generali del Palio di Legnano, un incontro in plenaria che ha messo attorno allo stesso tavolo tutti gli attori della manifestazione: rappresentanti delle Contrade, Collegio dei Capitani, Famiglia Legnanese, Amministrazione comunale e Fondazione Palio.
LEGNANO – Il Castello di Legnano ha ospitato per la prima volta gli Stati Generali del Palio di Legnano, un incontro in plenaria che ha messo attorno allo stesso tavolo tutti gli attori della manifestazione: rappresentanti delle Contrade, Collegio dei Capitani, Famiglia Legnanese, Amministrazione comunale e Fondazione Palio.
Il nome “Stati Generali” non vuole conferire solennità alla riunione, ma riflette un’intenzione concreta: fermarsi, sospendere per un momento il ritmo consueto e porsi insieme una domanda fondamentale.
«Quale immagine del Palio, delle Contrade e della comunità vogliamo consegnare a chi guarda, oggi e nei prossimi anni?» è stato il filo conduttore del confronto.

«L’incontro non aveva lo scopo di impartire lezioni o definire linee già scritte – sottolinea il presidente della Fondazione Palio, Luca Roveda –. Al contrario, è stato uno spazio di ascolto e condivisione, dove anche il dissenso, legittimo e naturale, poteva trovare posto in una riflessione comune e consapevole».
Gli interventi di Roveda, del Cavaliere del Carroccio, della dott.ssa Carla Marinoni e del professor Piersergio Allevi hanno avuto proprio questa funzione: stimolare domande, offrire prospettive e chiavi di lettura utili per guardare al futuro del Palio senza mettere in discussione la sua identità e i valori fondanti.

«Gli Stati Generali rappresentano un primo passo, non un punto di arrivo – conclude Roveda –. Sono un’occasione per condividere maggiore consapevolezza su ciò che il Palio è oggi e su dove intende andare, nel rispetto della sua storia e del ruolo centrale delle Contrade, rafforzando al contempo il dialogo con la città e con chi osserva il Palio dall’esterno».
Un metodo di lavoro che la Fondazione Palio intende consolidare anche in futuro, convinta che il confronto aperto e partecipato sia una risorsa preziosa, non un rischio, per una manifestazione che da secoli appartiene alla comunità legnanese.