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Petardo allo Zini di Cremona. Ecco le possibili conseguenze per l’Inter

Le forze dell’ordine hanno individuato e arrestato l’autore del lancio, che avrebbe perso tre dita nell’esplosione del petardo

CREMONA – La vittoria dell’Inter sul campo della Cremonese, netta e convincente, rischia di essere ricordata più per ciò che è accaduto sugli spalti che per quanto visto in campo. A macchiare il successo nerazzurro allo stadio Zini è stato infatti il grave gesto di alcuni individui presenti nel settore ospiti, responsabili del lancio di un petardo che ha colpito, seppur di striscio, il portiere grigiorosso Emil Audero, ex della partita.

L’episodio si è verificato intorno al 55’, costringendo l’arbitro a sospendere il gioco per circa tre minuti. Audero ha riportato un piccolo taglio, ma dopo le cure del caso ha potuto proseguire regolarmente l’incontro, consentendo la ripresa della gara e la sua conclusione senza ulteriori incidenti. Un dettaglio tutt’altro che secondario, perché proprio la prosecuzione della partita avrà un peso determinante nelle decisioni disciplinari.

Durante la diretta su DAZN, Luca Marelli ha fatto chiarezza sulle possibili conseguenze regolamentari. Esclusa in modo netto l’ipotesi dello 0-3 a tavolino, soluzione ormai prevista solo in casi estremi di reiterata mancanza di sicurezza e sospensione definitiva della gara. «Il risultato sarà omologato – ha spiegato Marelli – ma l’Inter andrà incontro a una multa molto pesante in base al principio della responsabilità oggettiva». Le sanzioni previste dall’articolo 8 del Codice di Giustizia Sportiva vanno dall’ammonizione fino all’esclusione dal campionato, ipotesi ovviamente fuori discussione in questo caso. Più concreta invece la possibilità di una sanzione economica tra i 10 e i 50 mila euro, con l’aggiunta di eventuali provvedimenti accessori.

Il rischio maggiore riguarda proprio la tifoseria: il Giudice Sportivo, sulla base dei referti arbitrali e del commissario di campo, potrebbe disporre la chiusura della Curva Nord di San Siro per una o più partite, oppure limitazioni alla presenza dei tifosi nerazzurri in trasferta. Sanzioni che diventerebbero ancora più severe qualora emergessero precedenti o situazioni di recidiva.

Sul fronte giudiziario, intanto, la vicenda ha già avuto sviluppi significativi. Secondo quanto ricostruito, le forze dell’ordine hanno individuato e arrestato l’autore del lancio, che avrebbe perso tre dita nell’esplosione del petardo. Lo stesso individuo sarebbe stato poi aggredito da altri tifosi del settore ospiti, indignati per l’assurdità del gesto, prima di essere trasportato in ospedale.

Dura e immediata la reazione del club nerazzurro. Il presidente Beppe Marotta, ai microfoni di DAZN, ha condannato senza esitazioni quanto accaduto: «Un gesto insulso, una situazione che non avevo mai vissuto in tanti anni di carriera. È un atto clamoroso per antisportività. Le autorità stanno facendo le loro indagini, può trattarsi di un gesto isolato, ma quello che pensiamo noi lo pensano tutti i tifosi dell’Inter. Abbiamo il dovere di fare cultura e prevenire queste situazioni. Ringrazio Audero per la sua professionalità: grazie a lui la partita è potuta arrivare alla fine».

Sul piano sportivo, dunque, l’Inter non perderà quanto conquistato sul campo. Ma il prezzo da pagare sarà comunque alto, tra sanzioni economiche e possibili restrizioni per la propria tifoseria. Un epilogo amaro che riaccende, ancora una volta, il tema della sicurezza negli stadi e della necessità di isolare e punire severamente chi, con gesti irresponsabili, danneggia club, giocatori e l’intero movimento calcistico.