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A Legnano arriva Ilaria Salis: passerella politica travestita da dibattito sulla scuola?
LEGNANO – Sabato 28 febbraio, dalle 9.30, la sala conferenze di Palazzo Leone da Perego a Legnano ospiterà l’incontro pubblico “La scuola che vogliamo”. Titolo accattivante, promessa ambiziosa. Ma viene spontanea una domanda: confronto vero o ennesima vetrina politica?
Protagonista annunciata l’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Salis, chiamata a sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare “Non più di 20 per classe”, per la quale il partito sta raccogliendo firme in vista di una futura discussione parlamentare.
L’evento è promosso da Alleanza Verdi e Sinistra insieme a Unione Giovani Sinistra Italiana, Giovani Europa Verde e FLC CGIL. Tutto legittimo, sia chiaro. Ma il dubbio resta: si parlerà davvero di scuola o sarà l’ennesima tribuna politica in un momento in cui ogni occasione è buona per fare campagna permanente?

Nel programma si annuncia la partecipazione di docenti ed esperti, con l’obiettivo di riflettere sulle criticità della scuola pubblica e immaginarne una più inclusiva e vicina a studenti, famiglie e personale scolastico. Parole condivisibili. Concetti difficili da contestare. Ma il nodo è sempre lo stesso: oltre agli slogan, quali risorse? Quali tempi? Quali coperture?

Tra gli interventi previsti figurano la preside Giovanna Mezzatesta, Patrizia Fazzini, Beatrice Sella, Loris Morgagno e Felice Comi. Un parterre tutto interno o vicino all’area promotrice. E allora viene da chiedersi: dov’è il contraddittorio? Dov’è la voce di chi la pensa diversamente?
Ridurre il numero di alunni per classe è un obiettivo che piace a tutti. Ma senza un piano concreto su spazi, organici e finanziamenti, il rischio è che resti una parola d’ordine buona per raccogliere firme e applausi.
La scuola italiana ha problemi strutturali profondi: edilizia, precariato, stipendi tra i più bassi d’Europa, dispersione scolastica. Servono soluzioni serie, non passerelle. Sabato a Legnano si capirà se sarà un vero momento di confronto o l’ennesimo evento dove si predica ai già convinti.
La scuola che vogliamo, certo. Ma soprattutto: la scuola che possiamo davvero permetterci di costruire.

