SEDRIANO – Il Sedriano calcio vive una stagione che sembra non trovare mai un vero punto di equilibrio. Nel campionato di Eccellenza, girone A, la classifica racconta di una squadra invischiata in piena zona play out, ferma a 26 punti, ma i numeri da soli non bastano a spiegare un’annata così irregolare e, per certi versi, spiazzante.
La scelta del presidente Francesco Cardamone di cambiare ben tre allenatori nel corso della stagione – prima Imbriaco, poi Meduri e ora Garavaglia – è il simbolo più evidente di un percorso a singhiozzo. Una ricerca continua della svolta, del “click” capace di rimettere il Sedriano sui binari giusti. Ma viene spontaneo chiedersi: è davvero solo una questione di panchina?
L’arrivo di Garavaglia aveva riacceso una fiammella di speranza. L’esordio vincente contro il Vis Nova Giussano, un 1-0 sofferto ma prezioso, sembrava poter rappresentare l’inizio di una nuova fase. Una squadra più compatta, più attenta, forse anche più consapevole dell’importanza del momento. Poi, però, la brusca frenata: il pesante 5-1 subito sul campo della Sestese ha riportato tutti con i piedi per terra, cancellando in novanta minuti le certezze costruite in sette giorni.
Ed è proprio qui che nasce la vera domanda attorno al Sedriano. Come può una squadra passare, nel giro di una settimana, da una prestazione ordinata e vincente a una sconfitta così larga? È un problema di personalità? Di tenuta mentale? O il riflesso di una stagione vissuta costantemente sotto pressione, con il peso dell’obbligo di risultati immediati?
Il continuo avvicendamento in panchina, inoltre, apre un altro interrogativo: quanto tempo serve davvero per trasmettere idee, fiducia e identità a un gruppo? In un campionato complesso come l’Eccellenza, dove ogni dettaglio fa la differenza, il rischio è che l’urgenza di reagire finisca per alimentare ulteriore instabilità.
Il Sedriano resta comunque padrone del proprio destino. La zona play out non è una condanna, ma un campanello d’allarme che chiede risposte, dentro e fuori dal campo. La stagione è ancora aperta, ma il tempo per gli esperimenti sembra ridursi sempre di più.