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Serie D, cambia tutto!

Il 19 febbraio è fissata una riunione federale che potrebbe delineare i prossimi passi concreti.

MILANO – Una Serie D diversa, più snella, forse più meritocratica. E soprattutto con playoff che finalmente potrebbero valere davvero. L’idea è sul tavolo e non è più solo un’ipotesi sussurrata nei corridoi federali. A rilanciarla con chiarezza è stato il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, a margine della presentazione del Trofeo delle Regioni Puglia 2026.

“Abbiamo ipotizzato un percorso che porta da nove a otto gironi, assicurando un posto certo attraverso i playoff”. Parole che accendono inevitabilmente il dibattito in tutto il calcio dilettantistico, perché dietro quella frase si intravede una possibile rivoluzione dell’assetto della quarta serie nazionale.

Ridurre i gironi significherebbe comprimere la geografia del campionato, aumentare la competitività e, soprattutto, dare un senso concreto a quegli spareggi che oggi, troppo spesso, rappresentano solo una speranza legata a incastri e ripescaggi. L’idea di “un posto certo” assegnato tramite playoff cambierebbe radicalmente prospettive e motivazioni: non più solo un premio simbolico, ma una vera porta d’accesso alla categoria superiore.

Ma la riforma non può vivere isolata. Abete è stato chiaro: ogni modifica dovrà essere coerente con l’intero sistema piramidale del calcio italiano. “L’anno prossimo la situazione sarà simile all’attuale, poi valuteremo se rivedere o meno il ruolo della Serie C”, ha spiegato. Ed è proprio lì che si gioca la partita più delicata: senza un coordinamento con la terza serie, ogni intervento sulla Serie D rischierebbe di restare incompiuto.

La prospettiva, però, è chiara: rendere il sistema più sostenibile. Meno frammentazione, maggiore equilibrio economico, un percorso più lineare tra dilettantismo e professionismo. In un momento storico in cui molte società faticano a reggere costi e adempimenti sempre più pesanti, una riorganizzazione strutturale potrebbe rappresentare una boccata d’ossigeno.

Il 19 febbraio è fissata una riunione federale che potrebbe delineare i prossimi passi concreti. Non sarà ancora la riforma definitiva, ma sarà un passaggio cruciale per capire se la Serie D è davvero pronta a cambiare volto.

Per centinaia di società, migliaia di calciatori e intere comunità che vivono il calcio come identità e passione, non si tratta solo di numeri o gironi. Si tratta di futuro. E questa volta, il cambiamento potrebbe essere più vicino di quanto sembri.