Una sconfitta pesante, nel punteggio e soprattutto nel significato. Il Chievo Verona cade 4-1 sul campo del Brusaporto e vede allontanarsi, forse in modo definitivo, il sogno di agganciare la vetta del Girone B di Serie D. Un ko che sancisce, almeno per il momento, un netto e clamoroso distacco dalla capolista Folgore Caratese, sempre più padrona del campionato.
E pensare che la giornata aveva acceso curiosità ed entusiasmo attorno ai biancoblù, grazie agli esordi di due nomi che non passano inosservati: Baselli dal primo minuto e Douglas Costa, gettato nella mischia solo nei minuti finali. Ma il campo ha raccontato tutt’altra storia. Il Brusaporto ha messo in mostra intensità, organizzazione e cinismo, colpendo un Chievo apparso fragile, disunito e incapace di reagire dopo i primi colpi incassati.
Il passivo di 4-1 fotografa una gara senza appello, in cui la squadra veronese ha sofferto soprattutto sul piano dell’atteggiamento e della tenuta mentale. Le individualità, pur prestigiose per la categoria, non sono bastate a mascherare le difficoltà collettive di una squadra che, nel momento decisivo della stagione, sembra aver smarrito continuità e solidità.
Con questo risultato il Chievo è costretto a guardarsi indietro più che avanti. Il primato, che fino a poche settimane fa sembrava un obiettivo alla portata, ora appare lontano, quasi irraggiungibile. Resta il tempo per riorganizzarsi e chiudere il campionato con dignità, ma la sensazione è che a Brusaporto si sia consumata una delle occasioni chiave della stagione.