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Basket: Legnano fa sudare la capolista, ma poi crolla!

Nella bruma pavese, al cospetto della capolista Nuova Pallacanestro Vigevano 1955, i cavalieri del Legnano Basket Knights hanno battagliato per due quarti con l’orgoglio dei gregari di pianura, prima di inchinarsi alla legge dei più profondi e dei più lunghi di panchina: 82-68 il finale, con il terzo quarto a fare da spartiacque come il Ticino in piena.

Per venti minuti è stata schermaglia vera, corpo a corpo sotto le plance e nervi tesi come corde di contrabbasso. Oboe – nomen omen – ha suonato la carica con 18 punti di temperamento; Quinti e De Capitani gli hanno fatto eco con cifre solide (13 e 11), mentre capitan Scali metteva muscoli e mestiere. Vigevano rispondeva con il suo coro ben accordato: Diouf e Fantoma a menar le danze nel primo quarto (23-22), poi Corgnati a dettare il ritmo, Zacchigna e compagnia a irrobustire il bottino. All’intervallo lungo il tabellone diceva 44-42, una differenza minima, quasi un refolo.

Ma il basket, come la vita, è faccenda di gambe e di fiato. E al ritorno dagli spogliatoi la prima della classe ha cambiato spartito. Ha alzato il ritmo, ha moltiplicato le rotazioni, ha fatto valere quella panchina che pare una dispensa sempre colma. Corgnati ha colpito con 14 punti complessivi, Diouf ha scavato nel pitturato, Zacchigna ha dato sostanza: il terzo periodo si è chiuso 67-52, con i Knights improvvisamente a inseguire ombre lunghe.

Coach Piazza ha provato a ricucire con le iniziative di Oboe e le scorribande di De Capitani, ma ogni tentativo di rimonta veniva soffocato sul nascere, come brace sotto la cenere. Vigevano distribuiva il pane dell’attacco a molti commensali – Verazzo, Boglio, Gajic, Cucchiaro – dimostrando che la capolista non vive di un solo totem ma di un’orchestra intera.

Legnano, forse appesantita dai pochi giorni di recupero, ha ceduto senza sbracare, ma ceduto. Il -14 finale racconta di una distanza che si è fatta fisica prima ancora che numerica.

Ora non c’è tempo per rimuginare. Domenica 8 marzo, alle ore 18, i Knights saliranno sull’autobus per far visita alla Fulgor Fidenza. Serviranno gambe fresche e cuore caldo, perché il campionato non aspetta i malinconici: pretende ardimento, e magari un terzo quarto scritto con un’altra inchiostrazione.