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Il Giovanni Mari fa schifo!

Campo indegno per una società di calcio

LEGNANO – Lo sappiamo, il titolo è forte, ma voluto. C’è uno stadio che per la città di Legnanorappresenta storia, memoria sportiva e identità. È il Stadio Giovanni Mari, teatro di battaglie calcistiche, imprese del football americano e simbolo di generazioni di tifosi. Eppure oggi quello stesso campo, che dovrebbe essere il cuore pulsante dello sport cittadino, versa in condizioni che definire precarie è quasi un eufemismo.

Il manto erboso è diventato il punto più critico dell’impianto. In molti tratti l’erba semplicemente non esiste più. Al suo posto ci sono ampie zone di terra nuda, polverosa quando il tempo è asciutto e fangosa quando piove. Strisce intere del campo sembrano consumate fino alla radice, come se la superficie fosse stata raschiata via dal tempo e dall’usura.

Ma il problema non è soltanto estetico. Il terreno è durissimo, quasi cementificato in diversi punti. Un rimbalzo del pallone non è mai prevedibile, perché la superficie non è uniforme. A questo si aggiungono buche e avvallamenti che rendono il terreno irregolare e potenzialmente pericoloso per chi scende in campo. Basta osservare da vicino alcune zone per capire che il campo non garantisce più le condizioni minime per il gioco del calcio.

Chi lo frequenta lo sa bene: giocatori costretti a controlli difficili su rimbalzi impazziti, palloni che cambiano traiettoria all’improvviso, rischio continuo di distorsioni o cadute. Un terreno così non penalizza solo lo spettacolo, ma mette a rischio l’incolumità degli atleti.

E pensare che il Mari non è un campo qualsiasi. Qui hanno scritto pagine importanti della loro storia i lilla, anche e soprattutto in serie A. Qui si sono disputate partite che hanno segnato epoche sportive diverse. Proprio per questo lo stato attuale del terreno lascia un senso di amarezza profonda.

In una città che vive di sport e tradizioni, vedere il proprio stadio ridotto a un campo spelacchiato e pieno di crepe fa male. Il calcio, prima ancora dei risultati, ha bisogno di un terreno dignitoso su cui essere giocato. Senza quello, anche la partita più combattuta perde valore.

Per questo la situazione del manto erboso del Giovanni Mari non può più essere considerata un semplice dettaglio tecnico. È una questione di rispetto per gli atleti, per le società sportive e per i tifosi che ogni settimana entrano in quello stadio con la speranza di assistere a una partita vera.

Oggi invece la sensazione è che, prima ancora di pensare al risultato, la vera sfida sia riuscire a giocare novanta minuti su un campo che non sembra più un campo da calcio. E per uno stadio che rappresenta la storia sportiva di Legnano, questo è un segnale che non dovrebbe essere ignorato.