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Mondiali 2026, il ritiro dell’Iran può riaprire la porta all’Italia: cosa potrebbe succedere
Uno scenario clamoroso potrebbe ridisegnare la corsa ai FIFA World Cup 2026. L’Iran avrebbe infatti deciso di ritirarsi dalla competizione, aprendo un caso regolamentare che ora dovrà essere risolto dalla FIFA.
Secondo quanto previsto dal regolamento – in particolare dall’articolo 6.7 – la decisione su chi prenderà il posto lasciato libero spetta esclusivamente alla federazione internazionale, che potrà scegliere il criterio ritenuto più opportuno. Una situazione che potrebbe avere ripercussioni anche sull’Italia guidata dal commissario tecnico Gennaro Gattuso.
La soluzione più probabile: ripescaggio asiatico
L’ipotesi considerata più logica riguarda un ripescaggio interno alla confederazione asiatica. In questo caso la Asian Football Confederation potrebbe indicare una nazionale tra quelle rimaste escluse nella fase finale delle qualificazioni.
Le candidate principali sarebbero gli United Arab Emirates primi tra i non qualificati nel girone chiuso alle spalle proprio dell’Iran e dell’Uzbekistan oppure l’Iraq.
Questa soluzione consentirebbe di mantenere invariata la distribuzione dei posti tra le varie confederazioni, motivo per cui resta la più accreditata negli ambienti internazionali.
L’ipotesi che riaccenderebbe il sogno azzurro
Esiste però anche una seconda possibilità, molto più complessa ma tecnicamente prevista dal regolamento: la scelta della squadra sostitutiva tramite ranking mondiale.
In questo scenario la FIFA potrebbe assegnare il posto alla nazionale con la posizione più alta tra quelle rimaste escluse dal torneo. E qui entrerebbe nuovamente in gioco l’Italia
Gli azzurri, attualmente attorno al 13° posto del ranking internazionale, potrebbero quindi rientrare nella corsa al FIFA World Cup 2026 qualora non riuscissero a superare il doppio e decisivo impegno negli spareggi di qualificazione.
Un caso che la FIFA dovrà chiarire
Al momento si tratta soltanto di scenari possibili. La decisione finale spetterà alla FIFA, che dovrà valutare se sostituire l’Iran con un’altra nazionale asiatica oppure ricorrere a criteri diversi.
Per l’Italia resta dunque una possibilità remota, ma sufficiente per tenere acceso uno spiraglio. In un calcio sempre più legato ai regolamenti e alle decisioni degli organismi internazionali, anche un ritiro improvviso può cambiare il destino di un Mondiale

