Logo

Temi del giorno:

Stadio Mari PARTE 1: è arrivata l’ora di prendere una decisione sul manto erboso!

Inizia con questo una serie di articoli sullo stadio Giovanni Mari

Il tema del manto erboso allo stadio “Giovanni Mari” di Legnano torna ciclicamente al centro del dibattito, tra manutenzioni costanti, costi elevati e l’impatto inevitabile del Palio. Ma quanto costa davvero mantenere – o rifare – un campo come quello lilla nel medio-lungo periodo?

Negli ultimi anni, il modello adottato è quello della manutenzione periodica del manto naturale. Dopo eventi particolarmente impattanti come il Palio, il terreno di gioco necessita di interventi importanti tra livellamento, risemina e sistemazione delle zone più usurate. Il costo di queste operazioni si aggira attorno ai 50.000 euro a intervento, una cifra che rappresenta ormai una costante nel bilancio stagionale.

Una soluzione che consente di contenere la spesa nell’immediato, ma che nel lungo periodo apre a riflessioni più ampie. Se infatti si ipotizza una manutenzione di questo tipo ogni anno, in un arco di 10 anni la spesa complessiva supera facilmente i 500.000 euro. Una cifra significativa, soprattutto considerando che il risultato non è mai definitivo e che il campo resta soggetto a deterioramenti ciclici.

Da qui nasce il confronto con un’alternativa più strutturale: il rifacimento completo del campo. Intervenire in modo radicale su un manto naturale – includendo sottofondo e drenaggio – comporterebbe un investimento tra i 150.000 e i 200.000 euro, con una durata però più stabile nel tempo, a patto di limitare eventi invasivi sul terreno.

Ancora più netta la prospettiva in caso di passaggio al manto sintetico, soluzione adottata da molti impianti dilettantistici. In questo caso, l’investimento iniziale salirebbe tra i 300.000 e i 500.000 euro, ma garantirebbe:

  • una durata media di 8-10 anni

  • costi di manutenzione molto ridotti

  • maggiore resistenza all’utilizzo intensivo

Il nodo, però, resta culturale e identitario. Il “Mari” è uno stadio storico, fortemente legato alla tradizione del calcio su erba naturale e a eventi come il Palio, che rendono complessa qualsiasi scelta definitiva.

In sintesi, Legnano si trova davanti a un bivio: continuare con una gestione “tampone”, che distribuisce i costi nel tempo ma senza risolvere il problema, oppure affrontare un investimento più importante per ridurre le spese future e garantire maggiore stabilità al terreno di gioco.

Una decisione che non riguarda solo il calcio, ma l’intero utilizzo dell’impianto e la visione futura dello stadio cittadino.