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Il tempio del pallone, finisce al centro di un’inchiesta esplosiva: nove indagati, perquisizioni all’alba e l’ombra pesantissima della turbativa d’asta sulla vendita dello stadio a Milan e Inter.
MILANO – Un terremoto giudiziario scuote il cuore del calcio italiano. San Siro, il tempio del pallone, finisce al centro di un’inchiesta esplosiva: nove indagati, perquisizioni all’alba e l’ombra pesantissima della turbativa d’asta sulla vendita dello stadio a Milan e Inter.
Il blitz della Guardia di Finanza di Milano, scattato nelle prime ore del mattino, segna una svolta clamorosa nell’indagine coordinata dai pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi. Sul tavolo accuse gravissime: turbativa d’asta e rivelazione del segreto d’ufficio. Un’inchiesta che affonda le sue radici nella cessione del Meazza e delle aree circostanti, formalizzata il 5 novembre con il passaggio ai due club per 197 milioni di euro.
Ma dietro quella firma, secondo la Procura, potrebbe nascondersi molto di più.
Gli inquirenti ipotizzano un sistema di “accordi informali” e possibili collusioni che avrebbero favorito Milan e Inter a discapito dell’interesse pubblico, alterando il corretto svolgimento della procedura. Sotto la lente non solo l’avviso pubblico del marzo 2025, ma anche le delibere precedenti, tra il 2021 e il 2023, che avrebbero definito il percorso verso la vendita. Bozze condivise, contenuti concordati prima ancora del passaggio ufficiale in Giunta: elementi che, se confermati, delineerebbero uno scenario inquietante.
Il nome degli indagati pesa come un macigno: tra loro l’ex assessore all’urbanistica Giancarlo Tancredi, l’ex Ceo dell’Inter Alessandro Antonello, il presidente di Sport Life City Giuseppe Bonomi, oltre al direttore generale di Palazzo Marino Christian Malangone e altri dirigenti, consulenti e funzionari coinvolti nel procedimento. Sequestrati cellulari e dispositivi elettronici, ora al vaglio degli investigatori.
L’indagine, nata come filone parallelo a un’inchiesta urbanistica già archiviata, punta a fare piena luce su un passaggio storico per Milano e per il calcio italiano. La domanda è una sola, pesantissima: la vendita di San Siro è stata davvero trasparente o si è trattato di un’operazione “guidata”?
Intanto, mentre i lavori sull’area proseguono, il futuro del Meazza resta sospeso tra carte giudiziarie e interrogativi. E il tempio del calcio, simbolo di passioni e battaglie sportive, si ritrova ora al centro di una partita ben più delicata: quella della giustizia.

