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Cronaca Legnano
|Caos in Aula a Legnano. La maggioranza esce dall’aula e l’opposizione fa emergere una “Parentopoli”
Una interrogazione riguardava la figlia del presidente Silvestri assunta dal comune di Legnano
LEGNANO – Non è stato un consiglio comunale come gli altri. Quello andato in scena mercoledì 8 aprile a Legnano si è trasformato in un vero e proprio caso politico, destinato a lasciare strascichi pesanti fino alle elezioni. A far esplodere definitivamente le tensioni è stato il tema più scomodo: quello che le opposizioni hanno già ribattezzato “parentopoli”.
La seduta si è interrotta bruscamente con un gesto clamoroso: sindaco, giunta e consiglieri di maggioranza hanno abbandonato l’aula, facendo cadere il numero legale e chiudendo i lavori tra proteste e accuse incrociate. Una scena inedita, soprattutto perché a lasciare il consiglio – dopo anni di uscite plateali delle minoranze – è stata proprio la maggioranza.
Formalmente, tutto è partito da un’interrogazione della Lega su due alberi da abbattere tra via Moscova e via Santa Teresa. Ma il dibattito è subito degenerato quando la consigliera Daniela Laffusa ha parlato di presunte “pressioni” interne alla maggioranza. Da lì, il clima è precipitato.
Ma è solo la superficie. Perché sotto lo scontro sugli alberi, secondo le opposizioni, si nascondeva ben altro: evitare il confronto su un dossier molto più delicato, quello relativo all’assunzione in Comune di Giorgia Silvestri, figlia dell’attuale presidente del consiglio comunale.
Un caso che, carte alla mano, solleva più di un interrogativo. L’assunzione – contestata in un’interrogazione firmata dal consigliere Francesco Toia – riguarda una candidata risultata terza in una graduatoria del Comune di Arluno per “istruttore amministrativo”, poi assunta a Legnano con un profilo diverso, quello di “istruttore culturale”. Una scelta che, secondo l’opposizione, rappresenterebbe un aggiramento delle procedure ordinarie.
Non solo. Nell’interrogazione si sottolinea come non risulti che siano state utilizzate altre graduatorie o che siano stati privilegiati candidati meglio posizionati, né che siano stati effettuati tutti i passaggi previsti dall’avviso pubblico. A rendere ancora più delicata la vicenda è il legame diretto tra la candidata e il presidente del consiglio comunale, che – evidenziano i firmatari – presiedeva ancora l’aula al momento dell’assunzione.
Da qui l’accusa pesantissima: possibile conflitto di interessi e dubbi sulla trasparenza dell’intera procedura.
Secondo la consigliera Carolina Toia, quanto accaduto in aula non sarebbe stato casuale. «È stata una messinscena orchestrata – attacca – per evitare che si parlasse di questa vicenda. Hanno svuotato l’aula per impedire il confronto». Parole durissime, accompagnate da un’accusa ancora più netta: istituzioni “sequestrate per scopi personali”.
La tensione si è ulteriormente alzata quando, dopo l’uscita della maggioranza, ai consiglieri di opposizione non è stato concesso di intervenire per la mancanza del numero legale. E come se non bastasse, è arrivato anche l’annullamento della seduta del 14 aprile, ultima prima della fine del mandato. Una decisione che, per le minoranze, equivale a “spegnere la discussione” prima del voto.
Di tutt’altro avviso la maggioranza. Il sindaco Lorenzo Radice respinge le accuse e parla di una scelta dettata dall’esasperazione: «Siamo stufi di assistere a continui attacchi e a offese rivolte anche ai dipendenti comunali. Questo modo di fare politica non è più accettabile».
Due versioni opposte, inconciliabili. Da una parte chi parla di fuga davanti a un caso scomodo, dall’altra chi rivendica un gesto di protesta contro un clima ritenuto intollerabile.
In mezzo, una città che si avvicina alle elezioni con un nuovo fronte aperto. E una domanda che resta sospesa: quello della “parentopoli” è solo uno scontro politico o un caso destinato a pesare davvero sulla credibilità delle istituzioni?

QUESTA ERA L’INTERROGAZIONE
Interrogazione sull’assunzione di Giorgia Silvestri al Comune di Legnano
Al sindaco Lorenzo Radice
e, per conoscenza, al presidente del Consiglio comunale
Oggetto: Interrogazione sull’assunzione a tempo indeterminato di Giorgia Silvestri, terza classificata nella graduatoria del Comune di Arluno, con determinazione dirigenziale n. 1014 del 19 agosto 2025.
Premesse
Nel giugno 2025 il Servizio Gestione Risorse Umane del Comune di Legnano ha pubblicato un avviso per la ricerca di graduatorie concorsuali valide provenienti da altri enti locali, con l’obiettivo di coprire posti nell’area degli istruttori (amministrativi, contabili, amministrativo-contabili e tecnici).
L’avviso prevedeva che, dopo la scadenza del 30 giugno, il Comune avrebbe contattato gli enti detentori delle graduatorie per verificarne la disponibilità all’utilizzo.
Successivamente, con determinazione dirigenziale del 19 agosto 2025, è stata invece approvata l’assunzione di una figura con profilo di “istruttore culturale” per il servizio Biblioteca, Giovani e Luoghi di comunità. Per questa assunzione è stata utilizzata la graduatoria di un concorso per “istruttore amministrativo” del Comune di Arluno, stipulando un accordo tra enti e versando un contributo di 500 euro per le spese concorsuali.
Nella stessa determinazione si specifica che il Comune di Legnano non disponeva di graduatorie proprie e che le procedure di mobilità erano già state tentate senza esito. La candidata assunta risulta essere la terza classificata della graduatoria di Arluno.
La persona assunta è Giorgia Silvestri, figlia dell’attuale presidente del Consiglio comunale di Legnano, Umberto Silvestri.
Elementi di criticità evidenziati
Secondo quanto riportato nell’interrogazione:
- l’avviso pubblico era finalizzato alla ricerca di graduatorie per istruttori amministrativi, ma l’assunzione è avvenuta per un profilo diverso (istruttore culturale), senza indire un nuovo concorso;
- non risulta che siano stati contattati tutti gli enti che avevano risposto all’avviso, né che siano state privilegiate graduatorie più recenti o con candidati meglio posizionati;
- l’assunzione di un familiare diretto del presidente del Consiglio comunale, mentre quest’ultimo è ancora in carica, solleva dubbi sul possibile conflitto di interessi e sulla correttezza amministrativa;
- la procedura adottata appare come un aggiramento delle normali regole di reclutamento del personale, attraverso l’utilizzo di una graduatoria non perfettamente coerente con il profilo richiesto;
- il tutto avviene in un contesto che, secondo i firmatari, potrebbe entrare in contrasto con i principi di trasparenza, imparzialità e prevenzione della corruzione previsti dalla normativa e dai regolamenti interni dell’ente.
Le richieste rivolte a sindaco e giunta
I consiglieri interroganti chiedono chiarimenti su diversi punti:
- come sia possibile che una candidata terza classificata in una graduatoria per istruttore amministrativo sia stata assunta con un profilo professionale differente;
- se esistano norme che consentano di modificare il profilo professionale rispetto a quello per cui è stata formata la graduatoria;
- perché, invece di indire un nuovo concorso o utilizzare graduatorie più coerenti, si sia scelto di ricorrere a quella del Comune di Arluno;
- perché siano state impiegate risorse pubbliche per l’accordo tra enti, finalizzato all’utilizzo di una graduatoria non perfettamente aderente;
- se siano state verificate eventuali situazioni di parentela o affinità tra la candidata e i vertici istituzionali, in particolare il presidente del Consiglio comunale;
- se tale legame familiare sia stato considerato irrilevante ai fini dell’imparzialità e della trasparenza del procedimento;
- se l’amministrazione ritenga corretto assumere un familiare diretto di un organo di vertice senza che ciò configuri un evidente conflitto di interessi;
- se si intendano adottare eventuali provvedimenti correttivi, come la revoca o l’annullamento dell’atto, per garantire la legittimità dell’azione amministrativa.
Richiesta finale
I consiglieri chiedono una risposta sia orale sia scritta.
Firmato:
Consigliere Francesco Toia

