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Legnano, campionato FINITO!

Legnano, pari amaro a Vergiate: i lilla salutano la stagione, niente playoff

VERGIATE – Il calcio, quando vuole essere crudele, lo fa con eleganza dimessa: un pareggio, uno a uno, che pare cosa innocua e invece è sentenza. Il Legnano di Porro chiude qui la sua stagione, sul prato un po’ spelacchiato di Vergiate, senza il conforto dei playoff. Un commiato senza squilli, come certe sere d’autunno che arrivano prima del tempo.

E dire che i lilla avevano apparecchiato la tavola con garbo. Nel loro consueto 3-5-2, ritrovando in cabina di regia il buon Pellini – rientrante dopo lungo esilio infermieristico – avevano preso il governo del gioco sin dalle prime battute. Manovra ariosa, fraseggio scolastico ma efficace, con Todaj e Ballgjini a cercare la profondità come due levrieri affamati.

Al 7’ è proprio Todaj a bussare per primo: diagonale secco, ma Ferrari – nomen omen – risponde con riflesso felino. Il Legnano insiste, tiene il campo con piglio quasi aristocratico, mentre la Vergiatese si limita a qualche sortita rusticana, più di nervo che di cervello.

Il vantaggio arriva al 28’, quasi per logica conseguenza. Punizione guadagnata da Corioni, palla scodellata e Ballgjini, con tempismo da attaccante vero, anticipa il marcatore e scaraventa in rete. Uno a zero, e sembra l’inizio di una storia già scritta.

I lilla potrebbero anche raddoppiare: al 36’ un rimpallo fortunoso porta la sfera in rete, ma l’arbitro – inflessibile come un notaio di provincia – annulla per un tocco di braccio. Episodio che pesa, come spesso accade nei racconti di provincia.

Nella ripresa, però, il copione cambia. La Vergiatese, squadra di mestiere e sudore, trova il pari al 7’: angolo dalla destra, Zeroli sbuca sul secondo palo e fa uno a uno. È il momento in cui la partita si sporca, perde eleganza e si fa battaglia.

Il Legnano prova a reagire con generosità, ma senza la lucidità dei minuti migliori. De Luca, entrato dalla panchina, inventa una traiettoria velenosa destinata all’incrocio, ma Ferrari si supera ancora. Dall’altra parte Quintiero deve sporcarsi i guanti per salvare su Basso, mentre lo stesso attaccante granata fallisce un’occasione clamorosa a tu per tu.

Il finale è un rosario di speranze che si sbriciolano. Al 47’ Ballgjini segna ancora, a porta vuota, ma è offside: gioia strozzata in gola. Poco dopo, Marinuzzi stampa sulla traversa il possibile colpo del ko per i padroni di casa. Il calcio, si sa, ama l’ironia.

Finisce uno a uno. Un risultato che non serve a nessuno, ma soprattutto non serve al Legnano, che saluta la stagione con il rammarico di chi ha visto il traguardo e non l’ha toccato. Resta una squadra che a tratti ha saputo giocare, ma che nel momento decisivo ha smarrito quel filo sottile che separa la buona volontà dalla gloria.

E così, mentre il sole cala su Vergiate e il pubblico defluisce senza clamori, i lilla ripongono i sogni nel cassetto. Il campionato finisce qui. Senza playoff, senza appendici. Con quella malinconia tutta lombarda che sa di occasione sfumata.