Quantcast

A San Bernardino la storia del cavallo Purosangue foto

Il Dottor Franco Castelfranchi ha parlato del “cavallo perfetto”

LEGNANO – Un’interessante serata, quella di Giovedì 20 Febbraio, proposta ed organizzata da Felice Pastori e dalla Commissione Cultura della Contrada San Bernardino che ha visto la presenza del Dottor Franco Castelfranchi, già segretario generale dell’ANAC-Associazione nazionale allevatori cavalli purosangue dal 1981 al 2003. Fra i fondatori della EFTBA-Federazione europea degli allevatori di purosangue, di cui è stato presidente dal 2005 al 2008, è l’unico italiano ai vertici di una organizzazione del galoppo europeo. Una vera autorità nel mondo ippico.

I Purosangue, definiti “perfetti”, hanno origini lontanissime. La loro storia, muove i primi passi nell’Inghilterra del 1600 e il Dottor Castelfranchi, da più di sessant’anni nel mondo dell’Ippica spiega, davanti ad un numeroso pubblico, l’evoluzione del loro impiego fino ai giorni nostri, riaccendendo una vera passione.

La storia inizia con Eclipse, anno 1764, cavallo eccezionale, poi capostipite degli stalloni moderni, a cui si fa risalire la linea di sangue, oggi ancor più tutelata dalla possibilità di controllo offerta dal DNA. Dall’Inghilterra all’Europa fino ad arrivare all’Italia, passando per il grande allevatore Federico Tesio ed i fuoriclasse Nearco e Ribot, si è poi avuta una grande diffusione della passione per il purosangue e di tutto quello che ruota intorno ad esso come le corse e le scommesse che hanno dato linfa vitale a tutto il mondo ippico e la cui crisi attuale determina non poche preoccupazioni.

Le corse dei cavalli Purosangue avvengono oggi in tutto il mondo con gli stessi principi e le stesse regole, fatto straordinario che non ha eguali negli altri sport e che riesce a passare oltre qualsiasi differenza di situazione politica, cultura, religione.

Riguardo il Palio di Legnano, la più importante citazione è quella che anche tra i cavalli che corrono da noi è riscontrabile nella stragrande maggioranza la discendenza dal grande Nearco.

(foto e fonte Contrada San Bernardino)