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Il dolore ed i suoi “Miti”

Il dolore è sempre un’esperienza personale che può essere influenzata a vari livelli da fattori biologici, psicologici e sociali

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SAN VITTORE OLONA – La scorsa volta abbiamo in parte analizzato la problematica “Dolore” in relazione ad esiti di esami strumentali e di radiodiagnostica. Quest’oggi verrà analizzato in maniera approfondita il dolore e alcuni miti relativi ad esso.

E’ doverosa una premessa: la prima storica definizione di dolore risale al 1979, descritta dalla I.A.S.P. (International Association for the Study of Pain). A distanza di 41 anni dalla prima definizione la stessa associazione ne ha emessa una seconda, più dettagliata e approfondita:
“Il dolore è una spiacevole esperienza sensoriale ed emozionale associata a, o che assomiglia a quella associata a, un danno tissutale attuale o potenziale”

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Da questo si deduce che:
1. Il dolore è sempre un’esperienza personale che può essere influenzata a vari livelli da fattori biologici, psicologici e sociali. In quanto personale può variare da un individuo ad un altro. Ciò che comporta dolore in una persona può risultare privo di significato per un’altra,
2. È possibile percepire dolore senza che sia presente un danno ai tessuti; provare dolore non significa necessariamente che una parte del corpo sia lesa o danneggiata,
3. Il dolore può essere influenzato da fattori psicologici e sociali: paura, stress, ansia, depressione, isolamento sociale… possono abbassare la soglia del dolore e farlo durare più a lungo,
4. Il dolore può rappresentare un segnale di allarme che protegge da situazioni che possono creare potenziale danno fisico, non ha quindi solo un accezione negativa.

Con ciò non si vuole sminuire il significato di Dolore, riconducendolo solamente ad un costrutto mentale dettato da ansia e preoccupazione. È vero che il nostro cervello gioca un ruolo fondamentale nella percezione del dolore, ma prende parte in un processo più complicato di seguito descritto.

 

Nel nostro corpo sono presenti dei sensori (nocicettori), che si attivano quando subiamo stress meccanici, chimici o termici, ad esempio: quando si “schiaccia” un dito nella portiera dell’auto, i sensori meccanici o di pressione presenti all’interno del dito rilevano un segnale di stress potenzialmente pericoloso. Questi sensori inviano dei segnali di allarme al nostro sistema nervoso centrale (cervello).

Il cervello valuterà se questi segnali siano realmente dannosi decidendo se scatenare o meno il dolore e la reazione fisica conseguente allo stimolo. La decisione viene presa facendo riferimento ad un bagaglio di esperienze passate, stati emotivi, aspettative, non solamente in base all’entità dello stimolo fisico ricevuto.

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Questo ultimo particolare motiva la differente percezione del dolore che possono avere due persone sottoposte ad un eguale stimolo, spiega perché esistono momenti o periodi in cui uno stesso stimolo può creare dolore o essere percepito come leggero fastidio, a seconda dello stato emotivo in cui ci si trova; un soggetto che sta vivendo una situazione di stress avrà più possibilità di elaborare una risposta dolorifica ad uno stimolo meccanico rispetto ad una persona che è emotivamente stabile e serena. Per essere più pratici: una lombalgia vissuta in questo momento storico, di isolamento, di precarietà sanitaria e lavorativa verrà vissuta sicuramente peggio rispetto ad una stessa lombalgia affrontata in un periodo caratterizzato da sicurezza economica, salute fisica e rilassatezza mentale.

Il nostro ruolo è di conseguenza quello di ascoltare attentamente il racconto dell’esperienza di dolore del paziente, capirne le sfaccettature e implicare tra i vari sintomi e segni stati emotivi, situazione psico – sociale, stress lavorativo, situazione famigliare e affettiva ecc.. per poi intervenire sul paziente considerandolo una persona nella sua interezza e non come una serie di ingranaggi malfunzionanti da riparare.

Occorre quindi considerare la possibilità di implementare l’intervento terapeutico con il colloquio, con l’ascolto e l’educazione, motivando il paziente e fornendo se necessario supporto psicologico.

…“ Non puoi separare corpo e mente, sono un tutt’uno” Lorimer Moseley …
…“Dolore, rispettalo ma non averne paura” Peter O’Sullivan …

Health Care – Studio di Fisioterapia
Via Roma 44, 20028 San Vittore Olona
Dott. Gadda Andrea Tel. 331 2150174
Dimo Stefano MCB Tel. 339 6468462

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