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Buon compleanno Rombo di Tuono

Gigi Riva, uno dei più gtandi ex lilla, compie 74 anni. Lo ricordiamo con una sua intervista a Statistiche Lilla

LEGNANO – Il 7 novembre del 1944 nasceva a Leggiuno, sulle rive della sponda varesina del Lago Maggiore, Gigi Riva. Parliamo del più forte giocatore che abbia mai vestito la maglie del Legnano e, in assoluto, di uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi del calcio italiano.

Goleador inarrestabile dotato di potenza, fantasia e numeri fuori dal comune, Gigi Riva detiene ancora oggi il record assoluto di segnature con la maglia azzurra della Nazionale A: 35 in 42 incontri. Neppure Meazza e Piola hanno saputo fare di meglio.

Con la nazionale di Ferruccio Valcareggi ha vinto un Europeo nel 1968 ed è giunto secondo nel 1970 in Messico dietro al Brasile di Pelé.

Gigi Riva ha iniziato a tirare i primi calci al pallone proprio a Legnano nelle formazioni giovanili. A diciassette anni esordisce in prima squadra (il 21 ottobre 1962 in Legnano-Ivrea 3-0) segnando subito un gol. Con la maglia lilla rimane solo la stagione 1962/63 durante la quale colleziona 22 presenze e 5 gol, ma il suo ricordo resta indelebile nella memoria di ogni tifoso lilla.

Scartato dall’Inter di Helenio Herrera, finisce al Cagliari dove rimane per 13 consecutive stagioni: dal ’63-64 al ’75-76. Nelle file dei rossoblù sardi conquista la promozione in Serie A e lo storico scudetto del ’69-70, totalizzando 315 presenze e 165 gol.

Rombo di tuono”, come viene ribattezzato dal grande Gianni Brera, vince inoltre per tre volte la classifica dei cannonieri della Serie A: nel ’66-67, nel ’68-69 e nel ’69-70.

Il 20 aprile del 2007 lo abbiamo incontrato mentre passeggiava per la centralissima Piazza San Magno a Legnano e lui, con grande disponibilità, ci concesse un’intervista, apparsa poi su www.statistichelilla.it, che oggi, in occasione del suo 74° compleanno, vi riproponiamo.


Gigi Riva

Venerdì 20 aprile 2007, il campanile della Basilica di San Magno batte dodici rintocchi. Un signore vestito elegantemente in nero attraversa la piazza parlando al telefono. Ha un viso familiare, avvicinandoci sentiamo la sua voce mentre saluta il suo interlocutore chiudendo la chiamata e la troviamo inconfondibile: è Gigi Riva, il mitico “Rombo di tuono”.

Siamo praticamente faccia a faccia e non possiamo certo farci sfuggire l’occasione di scambiare due chiacchiere con lui, nella sua Legnano.

Ci presentiamo, parliamo del nostro sito e della sezione speciale dedicata interamente alle sue gesta calcistiche e subito Riva con grande disponibilità ci parla di quel suo esordio calcistico con la maglia lilla, nell’ormai lontano campionato di serie C 1962/63.

Di quell’anno ricordo tutto, ogni partita, ogni momento, ogni particolare. L’emozione del mio esordio, il mio primo gol, tutto quanto. Magari di certe partite con la Nazionale ho dei ricordi sfuocati, ma di quel mio primo campionato con la maglia del Legnano non ho dimenticato nulla.

Quello che ci dice da legnanesi ci inorgoglisce non poco…

In tanti anni passati nel mondo del calcio posso dire di non aver più ritrovato quell’atmosfera, quel modo genuino e spontaneo di vivere questo sport che c’era allora. Un calcio d’altri tempi, che oggi non esiste più. Ricordo che quell’anno riuscimmo a vincere entrambi i derby con il Varese [N.d.R. – la Pro Patria allora era ancora tra i cadetti] e questa cosa ci fece diventare degli eroi. Quando giravi per strada la gente si congratulava con te, era bellissimo“.

A dire il vero, ancora oggi la gente lo ferma per strada, qui a Legnano. Mentre parliamo si avvicina un signore in bicicletta che si ferma, gli stringe la mano dicendo: “Io l’ho vista giocare…”. Ancora tanto affetto, dopo tanti anni, segno che i legnanesi non si sono certo dimenticati di lei.

Anche allora tutti mi manifestarono un grande affetto. Io ero giovanissimo, avevo solo 16 anni, ero praticamente il cucciolo della squadra, tra l’altro ero magrissimo, mingherlino. Ricordo ancora con immenso piacere Luciano Sassi e tutti gli altri miei compagni di allora, i dirigenti, il pubblico, il calore della città, un ambiente davvero meraviglioso. Il calcio allora era vissuto come un divertimento, una passione, non era ancora business come oggi. Allora quando un giocatore finiva la sua carriera doveva pensare di trovare un lavoro per campare, oggi l’unica preoccupazione che hanno i giocatori è di come investire i loro soldi.

Pensare che con lo stipendio di un anno di un giocatore di serie A si potrebbe tranquillamente comprare una squadra come il Legnano, in effetti fa una certa impressione.

Devo dire la verità: da quando mi occupo delle squadre nazionali, quando mi capita di seguire quelle giovanili, l’Under 16 o l’Under 20, ritrovo ancora quel modo di vivere il calcio, quella passione, quella voglia di giocare soprattutto per divertirsi che mi ricorda tantissimo quella del Legnano di allora. Seguire la nazionale maggiore certe volte è incredibile, non fai in tempo ad arrivare al ritiro che subito ti vedi circondato da decine e decine di giornalisti che ti chiedono di tutto, ti fanno mille domande, propongono mille formazioni. Questo con le giovanili non succede e l’ambiente ne risente sicuramente in modo positivo.”

A proposito di nazionale, come ricorda l’esperienza del mondiale della scorsa estate?

Siamo partiti tra le critiche e le polemiche su Calciopoli, è stato davvero difficile. C’era molta pressione nei nostri confronti, nei confronti dei giocatori e nei confronti di Lippi. Per fortuna siamo partiti per il ritiro in Svizzera e questo ci ha permesso di restare un pò più isolati, cosa che ci ha permesso di fare davvero gruppo. Devo dire che tutti i ragazzi hanno reagito benissimo alle difficoltà, tutti quanti hanno saputo accettare le scelte tecniche, chi ha dovuto sedere in panchina lo ha fatto accettando di buon grado la cosa, senza fare polemiche. Questa cosa è stata certamente importante, ha permesso alla squadra di avere quella tranquillità che certamente ha contribuito alla vittoria finale. La squadra è stata davvero eccezionale, un grande gruppo.”

Torniamo al Legnano: ha avuto occasione di vederlo quest’anno, nelle due dirette TV?

Purtroppo no, perchè in tutte due le occasioni avevo degli impegni che mi hanno impedito di vederle. Però mi tengo sempre informato sui risultati. Quest’anno la squadra sta andando davvero bene, mi auguro che il Legnano riesca a centrale l’obbiettivo della promozione, sarebbe davvero meritato.

Gianfranco Zottino – www.statistichelilla.it


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