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San Vittore: impianti sportivi chiusi un anno?

La nuova stagione sportiva sembra ormai compromessa

SAN VITTORE OLONA  – Campi arsi dal sole, erba alta, degrado. Gli impianti sportivi sanvittoresi stanno dando il peggio di sè per una vicenda che avrà sicuramente strascichi polemici.

Una situazione, quella dell’attuale amministrazione comunale, ereditata dalla precedente amministrazione che aveva puntato tutto sul partenariato Pubblico-Privato per rifare le strutture.

Si tratta di un contratto molto complesso che coinvolge numerosi soggetti (imprese realizzatrici dell’opera, soggetto manutentore/gestore, società finanziaria), tutti riuniti sotto la denominazione di ATI
(Associazione temporanea di imprese) ed Ente Pubblico, in questo caso il Comune di San Vittore Olona.

IL PPP, contratto di PARTERARIATO PUBBLICO PRIVATO relativo agli impianti sportivi Malerba, Roma e Agorà è stato sottoscritto in data 30 aprile 2019 dalla precedente amministrazione; da tale data l’area in questione, come da contratto, non è più nella disponibilità fisica e giuridica del comune, ma esclusivamente in quella dell’ATI, tra l’altro unica partecipante alla gara d’appalto ed aggiudicataria della stessa.

La scelta di cessare i contratti relativi alle utenze (elettricità, acqua e gas) è stataquindi inevitabile. Il PPP vieta tassativamente ogni tipo di contributo dall’amministrazione al gestore. Per questo motivo tutte le attività relative agli impianti sportivi sono di esclusiva competenza del gestore stesso.

Il comune paga alla banca che finanzia l’opera un canone periodico, in questo caso per la durata di 20 anni, e in cambio potrá utilizzare gli impianti oggetto del contratto per 300 ore annue; le associazioni sportive e i privati cittadini fruiranno degli impianti per il resto dell’anno in base a tariffe concordate.

“Dopo un primo approfondito esame della documentazione, oltretutto risultata al momento incompleta, continuiamo ad avere forti perplessità sul contratto in essere e riteniamo che, così come formulato e sottoscritto, non garantisca in maniera adeguata il comune e di conseguenza i cittadini per i motivi che espliciteremo qui di seguito – spiega il sindaco Daniela Rossi -. Assicuriamo che stiamo comunque lavorando con attenzione sin dall’inizio del mandato al fine di garantire ogni e più ampia tutela a salvaguardia dell’interesse dell’Ente, delle associazioni e dei cittadini tutti”.

Secondo il primo cittadino le conseguenze del contratto così come formulato sono molto rilevanti: il terreno e gli impianti non saranno più nella disponibilità del comune per 20 anni – quando sarà possibile riscattare il diritto di superficie -, in caso contrario la proprietà resterà in capo al soggetto finanziatore dell’ATI (cioè la banca che ha partecipato nell’ATI come finanziatrice) – per ulteriori 13 anni. Ciò che accadrà in termini gestionali dal 21° al 33° anno in caso di mancato riscatto da parte del Comune non è normato nel contratto.

Se durante la gestione ci sarà un calo nella domanda di utilizzo della struttura, il Comune non dovrà comunque dare soldi al gestore perché il rischio di impresa è a carico del gestore stesso. Il Comune non può in alcun modo dare contributi al gestore, diversamente i canoni di leasing diventerebbero debito con conseguente responsabilità erariale di chi ha autorizzato tale operazione. La suddetta responsabilità si verificherebbe anche in caso di riallacciamento di utenze a carico del comune.

In caso di fallimento del gestore il Comune non può recedere dal contratto; la banca “potrà” individuare un nuovo soggetto in accordo con il Comune, ma ciò che accadrebbe nelle more dell’eventuale procedura fallimentare non è definito contrattualmente.

Il Comune ha una funzione importantissima: controllare tutta l’esecuzione del contratto secondo canoni e standard stringenti. Qualora ciò non avvenisse, i funzionari comunali incaricati dovranno rispondere per i danni conseguenti. Tutti questi atti sono obbligatori e stabiliti direttamente dalla forma contrattuale
prescelta.

Attualmente siamo in attesa di tutta la documentazione da parte del costruttore, al fine di poter approvare il progetto esecutivo dell’opera. Il direttore dei lavori, incaricato dalla precedente amministrazione, ha il compito di consentire l’inizio dei lavori, ma solo dopo aver verificato positivamente l’idoneità di tutta la documentazione”

Solo successivamente a tali fasi preliminari inizieranno i lavori. Al termine dei lavori l’impianto, solo a collaudo positivamente avvenuto, potrá essere utilizzato dal Comune, dalle associazioni e dai cittadini.
I tempi previsti dal contratto per l’ultimazione dei lavori sono 300 giorni dalla data stabilita dalla Direzione Lavori.

Ci stiamo attivando per separare i tempi di realizzazione dei siti Roma e Malerba per permettere un minimo di attività alle associazioni sportive interessate perché l’attuale pianificazione dei lavori da parte dei soggetti realizzatori non prevede tale possibilità”.

Si può, perciò, concludere che la chiusura degli impianti sportivi compete esclusivamente all’ATI poiché dall’1/5/2019 al comune non è più permesso in alcun modo interferire nella gestione ordinaria e straordinaria dei siti oggetto del PPP.

Sempre dall’1/5/2019 l’Amministrazione può e deve verificare solo la corretta applicazione del contratto/progetto, una volta deliberato in via esecutiva.

“Confidiamo pertanto nella comprensione, collaborazione e senso di responsabilità delle associazioni e dei cittadini di San Vittore Olona. La nuova amministrazione responsabilmente farà la sua parte per garantire la pronta realizzazione di impianti sportivi di livello a beneficio della cittadinanza”.