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I Sindaci del milanese al Premier Conte: “Noi non ci stiamo”

I Sindaci della Città Metropolitana di Milano scrivono un appello al Premier Giuseppe Conte per chiedere l'apertura delle attività che rispettano le regole

MILANO – I Sindaci della Città Metropolitana di Milano hanno sottoscritto un appello al Primo Ministro Giuseppe Conte per chiedere la riapertura delle attività che rispettano le regole anti-contagio da Covid-19.

Noi non ci stiamo –  scrivono i Primi Cittadini del Milanese – non ci stiamo più a subire inermi gli effetti drammatici delle misure di sicurezza.

Riteniamo che i cittadini non meritino di sopravvivere, ma di vivere in modo economicamente dignitoso“, sottolineano i Sindaci, che propongono al Premier “la riapertura delle attività che garantiscono livelli di sicurezza necessari per contenere l’emergenza epidemiologica, sostenuta da un intensificarsi dei controlli sanitari e di polizia per identificare i trasgressori“.

Noi, signor Presidente, rispettiamo le regole le facciamo rispettare, ma non ci stiamo ad essere lasciati soli insieme ai nostri cittadini. Ora è il momento in cui dobbiamo salvare davvero tutti.“, concludono i Sindaci.

Questo il testo completo della lettera.

Signor Presidente, questa lettera da parte nostra sono per esplicitare un sentimento sempre più diffuso, su scala locale Nazionale, Riassumi bile in quattro parole: noi non ci stiamo.

In qualità di sindaci ed i rappresentanti delle istituzioni e dei cittadini, ci facciamo portavoce di questi ultimi della loro sopravvivenza. Sì, signor Presidente, perché è di questo che si tratta, di sopravvivenza, e noi non ci stiamo più a subire inermi gli effetti drammatici delle misure di sicurezza.
Signor Presidente, per noi tutti è sacro dovere morale e istituzionale tutelare l’incolumità, la salute di tutti i nostri cittadini e porteremo avanti con dignità e rispetto questo compito che mai ci saremmo aspettati di dover assolvere. Ma riteniamo, signor Presidente, che sia ora di tutelare al massimo delle capacità e possibilità la vita delle famiglie, delle persone, duramente infettata dagli effetti drammatici scaturiti dalle misure restrittive.

Riteniamo che i cittadini non meritino di sopravvivere, ma di vivere in modo economicamente dignitoso.

In particolare dissentiamo in toto sulla decisione di imporre, come da ultimo dpcm, un coprifuoco generalizzato ed indiscriminato su attività già duramente colpite. Parliamo di bar, attività di ristorazione, locali, cinema, teatri e palestre, parliamo di realtà affossate dalle ultime misure restrittive, parliamo di azioni decise dal governo che hanno demolito a tappeto il già fragile tessuto economico della nostra nazione.

“Non abbiamo deciso queste chiusure indiscriminatamente“. Questa dichiarazione, signor Presidente, è contenuta in una missiva da lei inviata agli organi di stampa poche ore fa. Ci permetta di muovere un appunto, signor Presidente: Voi avete chiuso indiscriminatamente bar, attività di ristorazione, locali, cinema, teatri e palestre senza prendere in considerazione i sacrifici fatti da queste imprese per adattarsi ai rigidi protocolli di sicurezza e sanitari che, “a giro di valzer”, avete trasmesso.

Per questo, noi proponiamo con determinazione uno spunto di riflessione. Invece di applicare un semi lockdown generale sulle categorie sociali interessate dall’ultimo decreto, in qualità di “controllori in trincea” proponiamo la riapertura delle attività che garantiscono livelli di sicurezza necessari per contenere l’emergenza epidemiologica, sostenuta da un intensificarsi dei controlli sanitari e di polizia per identificare i trasgressori. Solo così sarà possibile davvero tutelare la salute e la vita di ogni cittadino e di ogni famiglia.
Infine, ci saremmo aspettati dal governo un’attenzione maggiore sul trasporto pubblico, dove la possibilità di contagio raggiunge livelli alti e drammatici.

Lei dichiara “impossibile l’acquisto immediato di centinaia di nuovi mezzi pubblici“, noi signor Presidente non le chiediamo di acquistare subito, noi ci saremmo aspettati dal Ministero dei Trasporti una visione lungimirante e consapevole dell’ emergenza in corso, ma purtroppo così non è stato. A settembre l’aumento degli spostamenti sui mezzi pubblici per motivi scolastici e lavorativi sono scontati, e noi ci chiediamo Per quale motivo il ministero non si sia attivato per tempo in merito al potenziamento delle linee di trasporto. noi, signor Presidente, rispettiamo le regole le facciamo rispettare, ma non ci stiamo ad essere lasciati soli insieme ai nostri cittadini. Ora è il momento in cui dobbiamo salvare davvero tutti.

Confidiamo dunque nella sua attenzione affinché si provveda tempestivamente.

Con viva Cordialità

I sindaci della città metropolitana di Milano

Comune di Corbetta Marco Ballarini
Comune di Abbiategrasso Cesare Nai
Comune di Assago Lara Carano
Comune di Cerro Maggiore Giuseppina Berra
Comune di Cesate Roberto Vumbaca
Comune di Cisliano Luca Dure
Comune di Colturano Giulio Enrico Maria Guala
Comune di Cusago Gianni Triulzi
Comune di Cusano Milanino Valeria Lesma
Comune di Grezzago Gilberto Barki
Comune di Lacchiarella Antonella Violi
Comune di Mediglia Paolo Bianchi
Comune di Mesero Davide Garavaglia
Comune di Motta Visconti Primino De Giuli
Comune di Nerviano Massimo Cozzi
Comune di Opera Antonino Nucera
Comune di Ozzero Guglielmo Villani
Comune di Pessano con Bornago Alberto Villa
Comune di Pogliano Milanese  Carmine Lavanga
Comune di Rozzano Giovanni Ferretti De Luca
Comune di San Giuliano Milanese Marco Segala
Comune di Santo Stefano Ticino Dario Tunesi
Comune di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano
Comune di Vanzaghello Arconte Gatti
Comune di Vaprio D’Adda Luigi Fumagalli
Comune di Vermezzo con Zelo Andrea Cipullo
Comune di Vernate Carmela Manduca