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Super green Pass per i ragazzini dai 12 ai 15 anni: le FIGC intervenga!

Aumentano le pressioni verso la Figc da parte di società e organi Regionali

MILANO – Un norma introdotta lo scorso 10 gennaio sta creando non pochi problemi a tantissimi settori giovanili delle squadre di calcio in Italia: quella del super green pass per poter giocare a calcio nelle proprie società.

In Emilia Romagna Simone Alberici, presidente della Figc regionale, ha inviato alla Lega Nazionale Dilettanti e al Settore Giovanile e Scolastico nazionale, la delicata situazione di centinaia di squadre che non riescono ad arrivare a quota dieci ragazzi per via di regole assurde. A rischio non ci sono solo i campionati, peraltro ancora tutti bloccati, ma anche l’intera stagione calcistica.

L’obbligo del green pass rafforzato sta creando notevoli criticità soprattutto la fascia di età dai 15 ai 12 anni, ove la percentuale di vaccinazione è inferiore rispetto alle altre fasce con regioni in Italia che non arrivano al 50%.

Adesso si stanno muovendo anche i vertici della Lega Nazionale Dilettanti ed il Settore Giovanile e Scolastico nazionale che hanno manifestato tutte le proprie perplessità alla Figc.

Il calcio si gioca all’aperto ed il rischio di contagio in campo è quasi dello zero per cento. I controlli potrebbero essere eseguiti negli spogliatoi, ma basterebbe un tampone rapido.

Il tutto mentre in Spagna non esiste neppure la quarantena per chi si contagia. Nel caso il giocatore attende qualche giorno, poi può tornare a giocare senza visite ulteriori o stop prolungati.

In Italia invece aumentano di giorno in giorno le società che definiscono discriminatoria la decisione dell’obbligo di green pass per i giovani atleti dai 12 anni in su.