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Cinque Mulini da corsa locale a cross mondiale

La storia della Cinque Mulini scritta dallo storico Iginio Monti dalle pagine di un vecchio giornale del 1970

SAN VITTORE OLONA (MI) – La Storia dello Sport è sempre maestra e perciò vi offriamo questo amarcord per la Cinque Mulini, che ricordiamo si correrà domenica 27 gennaio.

Scriveva Igino Monti, allora Segretario della Cinque Mulini su “La Comunità Sanvittorese” del marzo 1970:

“Nessuno forse di quegli appassionati sportivi con alla testa Cesare Morelli ed i fratelli Malerba che una sera di dicembre del lontano 1932 decisero – per inserire un avvenimento sportivo tra i festeggiamenti in programma per San Sebastiano, patrono cittadino – di dare vita ad una corsa campestre, avrebbe immaginato che negli altrettanto lontani anni settanta la stessa sarebbe stata conosciuta ed ammirata in ogni angolo del mondo“.

Forse nemmeno Giovanni Malerba, il papà della “Cinque Mulini” come viene affettuosamente chiamato da quelli della TV, che della corsa sarebbe diventato l’alfiere ed il simbolo , avrebbe osato sperare tanto a dispetto del suo innato senso di ottimismo. Invece, anno per anno, la Cinque Mulini pur attraverso difficoltà di ogni genere cominciò a farsi strada ed ogni edizione serviva a rafforzare di più quella base che si era costruita e che sarebbe poi servita per la messa in “orbita” nell’arengo delle più grandi manifestazioni internazionali“.

Così dalla prima edizione a carattere provinciale vinta da Fiocchi al triplice successo consecutivo di Pellin la Cinque Mulini poteva assumere carattere di gara nazionale. Cominciarono così i primi segni di riconoscimento da parte degli enti federali degli sforzi organizzativi di tutti gli appassionati e nel 1944 fu prescelta quale prova valevole per l’assegnazione del titolo di campione italiano. Durante il triste periodo bellico la corsa riuscì a sopravvivere, esaltata dalle belle affermazioni del napoletano Costantino. Ormai alla soglia degli anni cinquanta essa poteva ritenersi matura per una partecipazione straniera“.

Cinque Mulini

“Dopo gli inviti ai vicini elvetici e dopo alcuni tentativi rimasti vani ecco nel 1954 il primo vincitore straniero: il tunisino Mohammed Labidi. Vennero poi gli jugoslavi a dominare la scena e dal 1956 al 1960 riportarono tre volte il successo con quel campione che rispondeva al nome di Franjo Mihalic, medaglia d’argento nella maratona alle Olimpiadi di Melbourne. Nel 1961 finalmente anche un atleta inglese si allineò al via e poco importò che a metà gara si ritirasse. L’importante era aver allacciato rapporti con la federazione albionica“.

La fama della “Cinque Mulini” si allargava ormai a macchia d’olio e così nel 1962 e nel 1963 il fuoriclasse francese Michel Jazy, secondo nei 1500 metri alle Olimpiadi romane, si impose da dominatore. L’anno successivo Antonio Ambu, il più forte esponente del mezzofondo italiano di questi ultimi anni, riusciva a spezzare l’egemonia esterofila tagliano vittorioso il traguardo dopo un’epica lotta, gomito a gomito, con lo spagnolo Aguilar e l’algerino Ameur“.

L’anno 1965 resterà segnato a caratteri cubitali nella storia della corsa. Dagli Stati Uniti arriva Billy Mills, l’universitario sioux accompagnato dalla gentile consorte Patryc, che nella prova dei 10.000 mt alle Olimpiadi di Tokyo si era imposto, pressochè sconosciuto, sconfiggendo i grandi favoriti. Giunto in Italia. alcuni giorni prima della gara, Mills divenne subito “personaggio” , reclamato, invitato da Enti, associazioni, circoli sportivi. Ora non erano più soltanto i giornali sportivi ad occuparsi di San Vittore Olona e della sua manifestazione; radio, televisione, giornali e rotocalchi di ogni ramo vi dedicavano ampi servizi. Ovviamente Mills ripagò tutti con una straordinaria vittoria. Nel 1966 giungeva finalmente l’ora degli inglesi che con Turner, già classificatosi secondo alle spalle di Jazy, riuscivano ad aggiudicarsi il trofeo“.

Cinque Mulini

Sempre alla ricerca di nuovi campioni, gli organizzatori facevano nel 1967 colpo grosso con l’australiano Ron Clarke, l’uomo-monstre dai molteplici primati. Clarke non potè allinearsi al via causa l’influenza che l’aveva colpito al suo arrivo in Italia e su tutti i giornali trovò quasi più risonanza il suo caso patetico che non la partecipazione dei sovietici (Dutov il vincitore): era la prima volta in assoluto che i sovietici prendevano parte ad una gara organizzata da una società: “potenza e fascino della Cinque Mulini”! La storia più recente ci racconta del belga Gaston Roelants, altro campione olimpico e detentore di primati europei, che vinse nel 1968. Dopo i ripetuti trionfi degli atleti di colore alle Olimpiadi del Messico, la Cinque Mulini non poteva certo esimersi dall’invitare quei campioni ed ecco nell’ultima edizione i kenyani e gli etiopi con Wolde vincitore della maratona. Keyno, medaglia d’ore dei 1500 metri, confermava le sue grandi doti dominando il campo e staccando nel finale il connazionale Moses“.

In pieno sviluppo è ora la fase organizzativa per l’edizione di quest’anno. Impegnato Keyno negli Stati Uniti, due altre altre medaglie d’oro, rispettivamente nei 10.000 e nei 3.000 siepi, i suoi connazionali Temu e Bewott, saranno al via. Prevista una équipe inglese ed una jugoslava, oltre a svizzeri, bulgari ed altri campioni con i quali sono in corso trattative. Presenti ovviamente tutti i rappresentanti italiani, ed ancora una volta, non v’è da dubitare, la Cinque Mulini, vanto di tutti i sanvittoresi, saprà essere all’altezza della propria fama. Appuntamento dunque per il 30 marzo“.