Quantcast

Speciale Medicina – Il vaiolo delle scimmie è in Italia: identificato il primo caso

Come si trasmette e quali sono i sintomi

LEGNANO – Dopo il Coronavirus e il virus ancora sconosciuto che causa strani casi di epatiti dei bambini eccone uno conosciuto (nelle scimmie) che dopo aver fatto il salto di specie nell’uomo negli anni ’70 sembra ora diffondersi con maggiore frequenza rispetto al passato..

È stato infatti identificato all’ospedale Spallanzani di Roma il primo caso in Italia di vaiolo delle scimmie. Come riporta l’Ansa, si tratta di un uomo rientrato dopo un soggiorno alle Isole Canarie, che si è recato al pronto soccorso dell’Umberto I. Lo Spallanzani spiega che il “quadro clinico è risultato caratteristico e il monkeypox virus è stato rapidamente identificato con tecniche molecolari e di sequenziamento genico dai campioni delle lesioni cutanee“.
La persona, prosegue l’ospedale, “è attualmente ricoverata in isolamento in discrete condizioni generali” e “sono in corso le indagini epidemiologiche e il tracciamento dei contatti“. “Altri due casi sospetti” di vaiolo delle scimmie sono in corso di accertamento da parte dei medici dell’ospedale Spallanzani di Roma. Lo rende noto lo stesso ospedale sottolineando che “al momento i tre casi osservati e gli altri casi verificatisi negli altri Paesi europei e in Nord America non presentano segni clinici di gravità“.
La trasmissione, dice ancora lo Spallanzani, “può avvenire attraverso le goccioline di saliva e il contatto con le lesioni o i liquidi biologici infetti“.

Casi sono stati segnalati in Europa e Stati Uniti

Seppur conosciuta dagli anni ’70, la malattia di recente sembra essere più aggressiva con alcuni casi segnalati in Portogallo, Spagna (23 casi), Regno Unito e Massachusetts (1 caso) e, come ha reso noto lo Spallanzani, ora anche in Italia. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) “continua a monitorare da vicino la situazione che è in rapida evoluzione“.

Vaiolo delle scimmie, cosa sappiamo

Ma cosa sappiamo su questa malattia virale? Secondo quanto riportato sul sito Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità, la malattia è causata dal virus Monkeypox, che appartiene al gruppo degli orthopoxvirus. Tra gli altri virus dello stesso gruppo che possono infettare gli esseri umani ci sono il virus del vaiolo, il vaccinia (utilizzato nel vaccino del vaiolo) e il cowpox virus.

Vaiolo delle scimmie, i sintomi

I sintomi osservati all’emergere della malattia sono simili a quelli del vaiolo, e sono i seguenti:
• febbre
• mal di testa
• dolori muscolari
• mal di schiena
• linfonodi gonfi
• malessere generale
• spossatezza
• eruzioni cutanee sul volto e altre parti del corpo

I primi sintomi appaiono circa 12 giorni dopo l’esposizione, mentre le eruzioni cutanee appaiono nell’arco di 1-3 giorni dall’insorgere della febbre. La malattia solitamente dura da due a quattro settimane. In Africa, il vaiolo delle scimmie è fatale in circa il 10% dei pazienti infetti.

Come si trasmette il vaiolo delle scimmie

La malattia può essere contratta attraverso un morso o il contatto diretto con sangue, liquidi organici o lesioni di un animale infetto, riporta Epicentro. Tuttavia è possibile anche la trasmissione da persona a persona, presumibilmente per via orale durante un contatto diretto prolungato.
Il virus può essere trasmesso anche tramite contatto diretto con liquidi organici di persone infette. Le autorità sanitarie sospettano che la trasmissione possa avvenire anche per via sessuale.

Trattamento e prevenzione

Al momento non esiste un trattamento specifico per il vaiolo delle scimmie, ma in Africa è stato osservato che il rischio di contrarre la malattia è minore nelle persone vaccinate contro il vaiolo umano.

Dott. Dario Zava